BIBI

Il bibi (chiamato scientificamente Sipunculus nudus) è una delle esche più nobili, selettive e resistenti di tutta la pesca in mare. Si presenta come un verme cilindrico, di colore grigio-rosato o beige, dalla pelle incredibilmente dura e coriacea e dal corpo turgido, pieno di un liquido celomatico dal fortissimo potere attrattivo.

Nel surfcasting, nella pesca a fondo e nel beach ledgering, il bibi è considerato una vera e propria polizza assicurativa quando si cercano i grandi pesci di taglia.

Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa esca straordinaria.

A cosa serve? (La fortezza contro i disturbatori)

Il bibi serve principalmente a selezionare la taglia e a resistere alla minutaglia. Grazie alla sua pelle spessa e gommosa, i pesciolini di disturbo (come boghe, donzelle o piccole tracine) possono tormentarlo per ore senza riuscire a distruggerlo o a staccarlo dall’amo.

In commercio si trova principalmente in due varianti:

  • Bibi nostrano (o di Chioggia): Più piccolo, tenero e dal colore più chiaro. Spesso viene venduto in scatole da diverse unità ed è micidiale per la pesca a fondo a medio raggio.
  • Bibi d’importazione (freschi o congelati): Di dimensioni molto generose (possono superare i 10-12 cm), con una pelle durissima. Sono i re indiscussi del surfcasting pesante a lunga distanza.

Come innescarlo?

L’innesco del bibi richiede attenzione: se viene bucato male, perde il liquido interno, si svuota come un palloncino sgonfio e perde gran parte del suo potere catturante. Si usano ami robusti, a gambo lungo o becco d’aquila (tipo Aberdeen o Chinu).

1. Intero con l’ago (Innesco classico e vitale)

È il metodo migliore per presentarlo vivo e turgido sul fondo.

  • Come si fa: Si usa un apposito ago da bibi (quello cavo con l’asola o a punta singola). Si inserisce l’ago delicatamente da una delle due estremità e lo si fa scorrere lungo tutto il corpo fino a uscire dall’estremità opposta. Si aggancia il filo del terminale all’ago e si fa scivolare il bibi lungo il filo fino a coprire interamente l’amo. La punta dell’amo deve fuoriuscire chiaramente dalla pelle del verme.
  • Il trucco: Per evitare che il liquido esca durante il lancio a causa della trazione, si possono fare dei piccoli nodini di sicurezza con il filo elastico alle due estremità.

2. A “Sigaretto” o a Pezzi (Per i bibi grandi)

Se il bibi è molto grande, lo si può tagliare per creare più esche.

  • Come si fa: Si taglia il bibi a metà o in tre parti. Il liquido uscirà inevitabilmente, quindi si prende la striscia di pelle rimasta, la si gira al rovescio (la parte interna è molto lucida e attrattiva), si inserisce sull’ago e si avvolge stretta con del filo elastico fino a formare un salsicciotto compatto. Poi lo si passa sull’amo.

Quali pesci cattura?

Il bibi è un’esca specifica per pesci di fondo con un apparato boccale forte, in grado di masticare prede dure.

La Preda Regina

  • Orata: Il bibi è, insieme al granchio, l’esca preferita dalle grandi orate. Un bibi intero che resiste sul fondo sabbioso o misto è un richiamo irresistibile per gli esemplari che superano il chilogrammo di peso.

I Grandi Grufolatori

  • Marmora: Soprattutto con il bibi nostrano, più piccolo e morbido, si fanno catture di marmore di taglia eccezionale, specialmente nelle calde serate estive e autunnali.
  • Ombrina e Corvina: Due prede nobili del surfcasting notturno che, muovendosi sul fondo sabbioso o a ridosso delle rocce, intercettano volentieri il forte odore del bibi.
  • Sarago Maggiore: Durante le mareggiate o nelle pescate notturne a fondo tra le rocce, il sarago attacca il bibi con la tipica toccata secca e decisa, rimanendo quasi sempre allamato saldamente.
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